Vi siete mai incantati di fronte a un panorama naturale? Di fronte a una montagna, a un paesaggio autunnale dai caldi colori o davanti ad un prato punteggiato dalle sfumature dei fiori?
Sicuramente sì, e sono sicuro che, passato il momento di meraviglia, avete iniziato a farvi delle domande e avete cercato di “concettualizzare” quello che avevate appena visto. Ovviamente le riflessioni che scaturiscono dalla visione sono diverse in ciascuno di noi. Ci sono le persone inclini alla poesia che cercano di mantenere intatto, grazie ad abili descrizioni, il sentimento provato oppure, quelli più inclini alla visione scientifica che tendono a sezionare i fenomeni, per “inscatolare” l’esperienza e fornirne spiegazioni logiche.
Una ricerca pubblicata nel dicembre 2009 su Social Trends, il periodico online dell’istituto Eurisko ha evidenziato un significativo cambiamento socioculturale: la società spinge in determinate direzioni, “verso valori e convincimenti durevoli, raggiunti i quali, difficilmente si torna indietro”.
Si va verso la Green Society, una cultura del verde che suggerisce “orientamenti di sostenibilità e di sensibilità ambientale”.
Si aperto ufficialmente l’Anno Internazionale per la Biodiversità voluto dalle Nazioni Unite per aumentare la consapevolezza delle molte funzioni che la biodiversita’ svolge per assicurare la vita sulla Terra.
E’ necessario che nel discorso sulla tutela e la conservazione della biodiversita’ non si dimentichi il ruolo fondamentaleche la biodiversita’ agraria ha nel garantire la salute e la sicurezza alimentare delle popolazioni”, commenta il direttore generale di Bioversity International Emile Frison. Tradizionalmente lo sviluppo agricolo e’ stato considerato uno dei maggiori nemici della conservazione della biodiversita’ e delle specie selvatiche. Ma e’ arrivato il momento di cercare nuovi approcci…
Noi di Eugea non potremmo essere più d’accordo: “Eugea ci ricorda che esistono tante amazzonie minuscole da salvare, e sono il nostro giardino, l’orticello degli anziani, perfino le piante sul nostro balcone. Dipende da noi se questi lembi di terra e di vegetazione possano mutarsi in una arcadia permanente, dove la nostra qualità della vita beneficia della presenza di fiori, di farfalle e di api” scrive Giorgio Celli.