Le chiavi dicotomiche di Eugea: un libro gioco per ragazzi dai 9 ai 99 anni!
Finalmente la primavera! E con la primavera la voglia di passeggiare in mezzo alla natura ma anche in quello che per molti di noi è l’habitat più consueto…le nostre belle e infernali città!

G. Accinelli - Le chiavi dicotomiche Eugea - Gli Alberi. Pagine 64. Tempo di lettura: 100 passeggiate
In fondo non importa dove scegliamo di passeggiare l’invito di Eugea è per tutti lo stesso: teniamo gli occhi aperti alla straordinaria bellezza della natura che si rigenera! (anche le aiuole ai margini delle strade fioriscono!)
E ancora una volta Eugea ci offre uno strumento che ci permette di godere appieno della bellezza della natura attraverso una maggiore conoscenza delle piante e dei piccoli animali che non mancheremo di incontrare…e che, come è nello stile di Eugea, ci permette di imparare…giocando!
Ha infatti preso il via un nuovo progetto editoriale realizzato dai ricercatori di Eugea: le chiavi dicotomiche…niente paura: il nome è imponente (si tratta pur sempre di uno strumento scientifico) ma,come dicevamo, è un gioco da ragazzi (consigliato dai 9 ai 99 anni)!
Si tratta di libricini che ci aiutano, grazie al principio della doppia scelta, a dare un nome agli organismi che incontriamo durante le nostre passeggiate ( per ora sono disponibili due volumi, uno dedicato agli alberi e l’altro agli insetti).
Facciamo un esempio pratico: camminando il nostro occhio cade su una foglia, apriamo La chiave dicotomica degli alberi a pag. 29: ci troviamo di fronte a due possibilità: foglie con squame, foglie senza squame. La nostra foglia non presenta squame quindi, come suggerisce il libretto, passiamo al punto 3, dove ci troviamo ad un nuovo bivio: foglie aghiformi, foglie non aghiformi. La nostra foglia non è aghiforme quindi passiamo al punto 6, e così via di bivio in bivio fino ad arrivare a classificare con precisione l’albero a cui appartiene la foglia in esame: oltre a potergli dare un nome ora potremo anche apprendere qualche notizia su di esso. La Farnia, il nostro albero, è la più grande e maestosa delle querce e la Pianura Padana, anticamente, era completamente ricoperta di questi immensi alberi…oggi ne rimangono alcuni esemplari che svettano in mezzo al “deserto verde” per ricordarci gli antichi fasti.
Attraverso un semplice gioco abbiamo svolto un’operazione scientifica: la classificazione appunto, basata sulla nomenclatura binominale (il genere e la specie) introdotta nel 1700 da Carlo Linneo. Come diceva il grande scienziato“Se non conosci il nome muore anche la conoscenza delle cose” e, aggiungiamo noi, dove non c’è conoscenza più fragile è l’amore!