L’annoso dilemma se sia meglio un albero di Natale naturale ma reciso e destinato a morte precoce o un alberello di plastica che si sacrifica per un abete vivo ma va a sommarsi alla montagna di rifiuti solidi, è stato superato da Eugea.

Il taglio del nodo gordiano non include la decapitazione dell’abete, bensì una miracolosa moltiplicazione: Oreste, l’albero di chi ama le foreste, si stacca dal biglietto di auguri che lo accompagna, sta sul vostro tavolo a ricordarvi la luce delle Feste e vi lascia un compagno da seminare.

Con chi ama il Natale, ma anche la natura, è possibile santificare la tradizione dell’albero senza sacrificarne, anzi, piantandone un altro.

Istruzioni
Aprire il biglietto, staccare con cura l’alberello seguendo la fustellatura e collocarlo, tramite apposito piedistallo, su di un piano. Staccare e conservare la bustina per seminarla in un vaso di circa 20 cm di diametro. La semina va effettuata all’esterno durante la primavera/estate e all’interno durante l’autunno/inverno. Se avete seminato nei mesi freddi, dovete porre la piantina all’esterno da marzo in poi. Esporre al sole e annaffiare regolarmente. Dopo qualche anno, quando l’alberello sarà cresciuto, vi consigliamo di liberarlo, trapiantandolo in un giardino, o, ancora meglio, di accompagnarlo in montagna.


€ 5,90 (iva incl.)