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I giorni della merla, quelli più freddi dell’anno che si presentano a cavallo tra gennaio e febbraio, stanno per arrivare anche nella nostra mite Italia.

Da dove prende origine il nome? Secondo una leggenda il tutto inizia quando una merla di colore bianco si rifugiò con i suoi pulcini in un camino proprio in questi giorni. Il primo febbraio gli uccellini ne emersero completamente neri e da allora, sempre secondo la leggenda, questi pennuti hanno mantenuto la livrea scura.
Altri invece sostengono che questo modo di dire risale ai tempi della prima guerra mondiale e si riferisce in particolare ad un episodio bellico. Era necessario, per motivi di guerra, far traghettare un grosso cannone – chiamato “la merla” – attraverso il fiume Po. I soldati dovettero attendere la fine di gennaio che, con la sua ombra gelida, fece ghiacciare il grande fiume permettendo la faticosa impresa.

Leggenda o realtà, a noi non resta che coprirci bene onde evitare spiacevoli raffreddori. Come affrontano il gelido mese gli animali a sei zampe? La Vanessa del Cardo (Vanessa cardui) è forse l’insetto che se la passa meglio visto che in questo momento sta volteggiando tra i fiori sovrastati dal cielo sempre azzurro del nord Africa.

La vanessa vive in primavera ed in estate in Europa e, a settembre, affronta un grande viaggia che la porta dall’altra parte del Mediterraneo dove passerà l’inverno. Durante questi “caldi mesi” si riproducono e la nuova generazione ripercorre la strada dei genitori al contrario: gli adulti si alzano in volo fino a raggiungere i 500 metri di altezza per poi lasciarsi trasportare dal venticello che spira sempre a quelle altitudini. Grazie a questa spinta, la vanessa attraversa il mediterraneo, arriva nel sud dell’Italia, raggiungere le coste dell’Abruzzo e delle Marche e taglia la strada dirigendosi in mare aperto verso le coste dell’altra sponda dell’Adriatico. La farfalla “sa” che a nord della pianura padana c’è la catena montuosa delle Alpi – davvero difficile da valicare – e quindi sceglie la via del mare per andare verso il nord Europa. Sono famosi gli sciami di farfalle che si aggregano in Abruzzo e nelle Marche in primavera/estate prima di attraversare l’Adriatico.

Giunta dall’altra parte del mare, l’enorme sciame di farfalle si divide in due gruppi: uno si dirige verso la Scandinavia mentre l’altro arriva addirittura in Islanda. La vanessa può viaggiare ai 45 km/h percorrendo anche 15.000 km.

Il suo viaggio deve però ancora iniziare e mentre noi siamo costretti a vivere sotto il cielo plumbeo di gennaio, la vanessa volteggia serena nell’aria inondata dal sole.