Una magnata a… sei palmenti

pubblicato il 19 dicembre, 2011

Buongiorno a tutti, scelti I regali di Natale? Li avete impacchettati? Avete scritto la dedica alla persona cara? Se avete risposto di sì a tutte e tre le domande, vuole dire che potete passare tranquillamente alla fase due del Natale: la grande abbuffata. Pensate che una importante Università americana ha appurato che, durante le feste natalizie, le persone aumentano in media di circa mezzo chilogrammo. Insomma tra cene della vigilia, pranzi di Natale e di Santo Stefano e tombolate pomeridiane con i parenti , a Natale si mangia tantissimo.

E i nostri amici insetti si abbuffano?

Certo che sì, e se noi siamo delle buone forchette, loro sono delle buone forchettone visto quanto mangiano! Avete presente quei teneri bruchetti che vivono sulle foglie? Proprio quelli che dopo un periodo passato da crisalide diventano quegli splendidi gioielli volanti chiamate farfalle. Ecco,questi “piccolini” hanno una fame da far impallidire il nostro compianto Aldo Fabrizi.

E questi piccoli esseri sono da subito dei gran mangioni: il primo nutrimento della larva (che nel caso delle farfalle si chiama anche bruco) è infatti l’uovo stesso. Per la precisione, la fonte prima di nutrimento è il rivestimento dell’uovo, chiamato corion, una sottile pellicola ricca di proteine necessarie allo sviluppo del giovane individuo. Insomma, la larva si fa una bella colazione da campioni!

Una volta che il nutriente corion è finito, il povero bruco sente che c’è un ancora un buchino nello stomaco. Come riempirlo? Niente paura, mamma farfalla conosce bene i suoi pargoli e vi ha provveduto deponendo le uova in quella che abbiamo definito “pianta nutrice” (il nostro finocchio selvatico nel caso del macaone). Il bruchetto, straziato dal “leggero” languorino, come Hansel e Gretel comincia a sbocconcellare la casa di delizie, sacrificando pezzo a pezzo la pianta nutrice. Quanto più mangia tanto più gli monta un appetito inestinguibile. Si riposa dal lavoro delle mascelle solo verso sera, quando la temperatura si abbassa e quando deve cambiare il suo vecchio esoscheletro, non più in grado di contenere quello che è diventato un corpaccione over size (fenomeno della muta).

La vita del bruco assomiglia quindi a quella di un ipotetico bambino che appena sveglio inizia a mangiare una bella fetta di pane con la marmellata. Appena finita la fetta, attacca immediatamente un pezzo di pizza, poi si getta inesausto su un bel piatto di pasta, quindi addenta una bistecca, fra la gioia dei nonni e l’incredulità dei genitori. Finché a sera, sfinito, cade addormentato nel suo letto, per ricominciare la mattina da capo.

Mangioni, ma anche capricciosi come certi bebé! Strillano per la pappa, ma sono schizzinosi e desiderano solo quella. Non è vero che la fame sia il miglior companatico. Piuttosto che addentare una piante diversa da quella nutrice, i bruchi si sottopongono a un terribile contrappasso lasciandosi letteralmente divorare dalla fame fino a morire.

In genere, però, hanno di che sfamarsi e l’effetto di queste scorpacciate è una crescita esponenziale. Pensate che da bruchino neosfarfallato a bruco maturo il peso aumenta di 30.000 volte!!

E gli altri insetti? Stanno a guardare? Sono come quei bambini che tengono il boccone in bocca per ore? No! Anche gli altri esapodi sono dei gran mangioni Vediamo un po’ cosa prevede il menù degli insetti.  Pensate ad una grande quercia, proprio mentre la guardiamo questo possente essere sta per essere divorato da migliaia di insetti. Pensate che un entomologo si è divertito a fare l’inventario delle specie di insetti che vivono a carico della quercia. Ecco il risultato del lavoro: 6 specie prosperano nelle radici, undici devastano in vario modo la corteccia, altre undici riducono in polpette il legno scavando delle gallerie profondissime, cinque assaltano la chioma, due sono dedite a sbranare le gemme, ventidue sono attive a massacrare le foglie e cinque, da brave buongustaie, prediligono le ghiande.

E per papparsi le piante gli insetti hanno messo a punto ogni tipo di apparato boccale: si va dalle affilate mandibole dei bruchi atte a sbranare le foglie o il legno, alle siringhe per esempio degli afidi che succhiano la linfa elaborata fino agli insetti galligeni che si costruiscono una sorta di casa alimentare dove vivono e mangiano. Una specie di casetta della strega di Hansel e Gretel, solo che al posto dei dolci c’è del tessuto vegetale.

Ma gli insetti non si accontentano dei vegetali, ci sono anche i carnivori come per esempio le coccinelle che si mangiano circa 100 bistecche al giorno, bistecche di afidi in particolare. Potrei citare ogni sorta di menù consumato dagli insetti ma vorrei concludere con quello del più nobile della specie. Nobile? Ma cosa dico nobile, sto parlando addirittura di un insetto sacro, colui che non solo faceva compagnia ai faraoni, ma poteva accedere addirittura  al banchetto degli Dei d’Egitto. Ecco a voi il famoso ed eccezionale “scarabeo sacro d’Egitto” chiamato anche, dagli amici entomologi “stercorario”.

Ebbene, questo insetto dal sangue non solo blu ma addirittura divino, ha le idee molto chiare in fatto di dieta: va matto per lo sterco di cammello.

Ecco solo per voi cari amici di Eugea e di questo blog, la preparazione speciale dello sterco di cammello da parte dello stercorario. Prendere circa 15 grammi di sterco (mi raccomando che sia di cammello!), farne delle palline perfettamente rotonde, portarle un po’ in giro per il deserto assolato, metterci dentro qualche uovo e interrarlo nella sabbia per qualche mese.

Sperando che questo pensiero non vi guasti il pranzo di Natale, o meglio, vi aiuti a trattenere le mandibole e a mantenere il peso forma, vi auguro Buon Natale a tutti e anche  Buon (ma non troppo) Appetito!


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