Ci sono sempre meno farfalle (v. Ad inseguir farfalle), anzi non ci sono quasi più. E purtroppo non sono solo le farfalle ad essere in pericolo.
I dati pubblicati ogni anno dal IUCN (International Union for Conservation of Nature: www.iucn.org ), non lasciano dubbi…
Circa il 24% delle specie vegetali conosciute rischia l’estinzione, e così oltre il 50% degli invertebrati. E c’è chi – come il prof. Thomas e colleghi del Natural Environment Research Council (UK) – sostiene che la biosfera stia sperimentando il sesto maggiore evento di estinzione della sua storia (www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/303/5665/1879 )
I motivi?
Più dell’inquinamento e del riscaldamento globale la principale causa sarebbe il banale disinteresse, o forse ben altri interessi, degli esseri umani. Molti habitat naturali sono scomparsi semplicemente perché formati da piante considerate «inutili». Molte piante cosiddette ornamentali, poi – e se è per questo anche molte di quelle da “produzione” – non producono nettare né polline e sono quindi incapaci di riprodursi autonomamente. Sono cioe’, queste si, totalmente inutili dal punto di vista della biodiversità.
“L’animale è saggio perché scompare con la sua foresta” scrive il nostro amico Giorgio Celli. Così, se una farfalla scompare, con ogni probabilità è perché non c’e’ più la sua pianta nutrice, quella di cui i bruchi si nutrono…
Il rapporto tra insetti e piante, la loro incredibile co-evoluzione, è una danza millenaria su una musica che si sta inceppando. Ma se la danza evolutiva si inceppa a smettere di girare potrebbe essere ben altro.
Semini fiori… raccogli farfalle
La domanda che ci poniamo è se possiamo ancora permetterci di considerare le piante un mero ornamento, quanto siano utili concetti come quelli di «giardino ameno» o di «verde estetico».
Ma anche quanto possa essere invece divertente un “giardinaggio utile”, e una comunità che ne parli, ne discuta tramite la rete…
Apprezziamo iniziative come quella della Royal Horticultural Society, mitica associazione di giardinaggio britannica, che ha organizzato una campagna nazionale affinché le famiglie inglesi (i cui giardini coprono circa 270 mila ettari, un’estensione superiore alla totalità delle aree protette nazionali) si convertano al giardinaggio spontaneo e ai giardini selvatici: www.wildaboutgardens.org.
Dal canto nostro, noi di Eugea, come spin off della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, abbiamo sviluppato un progetto che propone kit di «ecologia privata» (il “giardino delle farfalle”, il “giardino degli insetti utili”… ) per assistere chiunque, nel proprio terrazzo e giardino, possa e voglia coltivare piante atte a ricreare microhabitat favorevoli agli insetti utili, che la natura stessa si preoccuperà di fare “sistema”, rete.
E questo blog è lo strumento messo a disposizione dei “giardinieri utili” per scambiarsi informazioni, impressioni, consigli utili, poesie…
di: buzzbags
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2 febbraio, 2009
Ed ecco la poesia di una amica di eugea che partecipa al nostro progetto:
Ad eugea
Guarda quella pianta
e impara l’arte della pazienza
e quel rampicante
e impara l’arte della tenacia
e ancora quella rosa
e impara l’arte della difesa
ammira l’ape
lei sa di istinto dove andare
Camilla Guerrini